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martedì 5 novembre 2013

Il fratello rovente della Terra

Kepler-78b, descritto in due articoli su Nature è il pianeta più simile al nostro mai osservato. Si trova a circa 700 anni luce di distanza, è roccioso e ha dimensioni, massa e densità molto simili a quelle della Terra. Tuttavia i parallelismi finiscono qui. Difatti Kepler-78b, trovandosi a meno di un milione di Km di distanza dalla propria stella, possiede una superficie talmente rovente da rendere impossibile la presenza di vita.

Tuttavia la sua scoperta è da considerarsi un trionfo, poiché conferma la capacità degli addetti ai lavori di riuscire a individuare pianeti con dimensioni prossime a quelle della Terra; una sfida, fino a qualche anno fa, ritenuta quasi insormontabile. Lo stesso Giovanni Bugnami, presidente dell'Inaf e volto noto per tutti coloro che ultimamente hanno seguito trasmissioni televisive di divulgazione scientifica, ha esultato per un risultato che definisce "straordinario." Tutto questo è stato possibile grazie al lavoro del satellite Kepler. Anche se definitivamente fuori uso, per circa quattro anni ha monitorato continuamente 100.000 stelle. Ne è venuto fuori che per ogni cinque stelle vi è un pianeta roccioso delle dimensioni della Terra. La mole di dati ricevuti è al vaglio degli scienziati. Ci si augura di trovare mille pianeti candidati a essere una seconda Terra. Intanto la Nasa sta già lavorando al Transiting Exoplanet Survey Sat­ellite (TESS), l'erede del Kepler, e al nuovo Hubble, ovvero il James Webb Space Telescope (JWST). Purtroppo dovremo aspettare il 2018 per vederli entrambi in orbita. Nel frattempo potremo solo immaginare le meraviglie che riusciremo a scoprire.

 Per maggiori approfondimenti su Kepler-78b vi segnalo il seguente video.

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