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venerdì 18 ottobre 2013

SELF-PUBLISHING: LA PAROLA AGLI AUTORI di "Inchiostro e Parole" (seconda parte)

Insieme al alcuni autori self, abbiamo ieri notato come l'auto-pubblicazione sia, per loro, spesso una scelta ben ponderata, abbiamo visto come siano ben consapevoli dei pro e dei contro di tale scelta e soprattutto abbiamo potuto conoscere i motivi principali che allontanano gli scrittori emergenti dalle case editrici medio/piccole. La questione può davvero dirsi risolta? Nella seconda parte di questa intervista parliamo del mercato digitale e dell'importanza di una correzione accurata del proprio testo. 

Alcuni autori esordienti, indipendentemente dalle loro scelte per la pubblicazione, spesso dimostrano scarso interesse per la correzione della propria opera, saltando non solo il passaggio della correzione ma anche quello dell’editing. Quali strumenti si possono adoperare per la correzione del proprio libro quando ci si auto-pubblica? E cosa consiglieresti a chi pensa che l’editing non sia importante?

·         Anita: Sì hai ragione, mi capita spessissimo di accorgermi di questo genere di problematiche e quando chiedo delucidazioni in merito agli autori mi rispondono quasi sempre che è una questione monetaria. Grazie al web si possono trovare molti freelance che si occupano proprio della correzione di bozze e dell’editing di un testo, le cifre che richiedono variano a seconda dell’esperienza e dei titoli accademici che la persona può vantare. Mi sento di consigliare a coloro che vogliono autopubblicarsi di risparmiare un po’ di denaro per far fronte a questa esigenza. Come ho risposto alla domanda precedente, è necessario che la propria opera venga revisionata da un professionista esterno del settore; può capitare che all’autore siano scappati dei refusi (anche nelle grandi pubblicazioni ce n’è sempre qualcuno ultimamente) e quindi sarebbe meglio far controllare il testo prima di andare in stampa, bisogna vedere la propria opera come un prodotto da vendere e quindi deve essere confezionato al meglio.

·        Pierluigi: Ritengo che la correzione e l’editing siano due passi fondamentali per la pubblicazione, ma caliamoci per un attimo nei panni dello scrittore self “appena nato”, ha scritto la sua prima o seconda opera, il suo “capolavoro”, non ha mezzi per promuoverlo, non ha mezzi per i servizi di correzione e editing anche sapendo che sono importanti, e allora cerca tra amici e parenti di mettere insieme una squadra di “revisori” che sia la più competente possibile, e che sicuramente si impegnerà quanto più per riuscire nell’arduo compito. Purtroppo con risultati non qualitativamente in linea con quello che è richiesto dal mercato.
  
·         Daniela: A mio parere, se una persona vuole prendere questa strada, deve prima di tutto rimane umile. Basta pensare: "non sto pubblicando perché mi hanno scelto tra centinaia di persone, lo sto facendo come cammino personale". Partire da questo presupposto significa rimanere aperti alle critiche (costruttive) e alle correzioni che vengono suggerite da compagni di viaggio e lettori. Personalmente rileggo tutto almeno 7 volte, poi affido la lettura ad altre 5 persone e nonostante questo qualche refuso scappa sempre. Uno scarso editing lo ritengo invece una mancanza di rispetto verso il lettore. Quando si invita a cena una persona a cui teniamo, aprendo le porte di casa nostra, ci impegniamo sia nel cucinare che nell'imbandire la tavola. Con il lettore è la stessa cosa: ci impegniamo sia nello scrivere una storia che possa essere di suo gusto, sia nella presentazione del libro.

·        Francesco: Chi pensa che l'editing non sia importante non ha rispetto della scrittura e, soprattutto non ha rispetto per i lettori. Questo è un errore che si paga caro, e presto; a mio parere è più facile ottenere una stroncatura da un lettore giustamente indispettito da uno scritto sciatto e sgrammaticato, che ottenere una buona recensione da un lettore soddisfatto. Come si fa l'editing di un testo? Rivolgendosi a un vero esperto.

·        Gianluca: Mi prendo la responsabilità di definire “folle” la scelta di pensare che l'editing non sia importante. Difatti si tratta di “un'operazione” che smussa e definisce gli angoli più spigolosi di un'opera. Senza di essa, ragionando sempre per analogia, si rischia di ritrovarsi con delle punte così acuminate, da farsi male. Quali strumenti adoperare? Si possono leggere e seguire corsi sull'argomento molto esaustivi e, stando attenti a chi ci si affida, ci si può sempre rivolgere ad un editor professionista. Consiglio anche di avvalersi della consulenza di amici che amino leggere, non tanto per correzioni “tecniche”, quanto per ricevere consigli sulla trama. In conclusione, come avrete intuito, suggerisco sempre di comportarsi con una mentalità professionale.

·        Concetta: Accade spesso, soprattutto a chi si accosta per la prima volta all’auto-pubblicazione, che la frenesia di pubblicare porti l’autore ad operare in tutta fretta, troppa, e a lanciare online un prodotto imperfetto e a volte indecoroso.  Ogni autore dovrebbe porre molta cura nella revisione dei propri scritti, sia per salvaguardare la propria opera e la propria serietà, sia per garantire dignità a tutti gli appartenenti alla nuova realtà editoriale del self - publishing. Gli strumenti a disposizione per la correzione e l’editing sono molti: alle numerose letture personali devono seguire letture di “occhi” altri, di revisori esterni.  Chi non ha molta dimestichezza con gli strumenti informatici che permettono di formattare il testo dovrebbe affidarne la revisione e l’impaginazione a persone qualificate e specializzate. Non ho consigli per chi pensa che l’editing non sia importante: mi arrendo!

·       Stefano V: Se parliamo di ebook, molte piattaforme prevedono la possibilità di scaricare estratti del romanzo. Quindi il lettore si accorge immediatamente se il libro è stato curato o meno anche dietro questo aspetto. Poi credo che sia una questione di amor proprio, pubblicare un romanzo è prima di tutto mettersi in gioco e sinceramente non pubblicherei mai se non fossi certo che, oltre alla trama, anche gli altri aspetti siano più che curati.  Personalmente ho chiesto aiuto a diverse persone che mi hanno aiutato ad affinare il romanzo e mi hanno fornito spunti per rendere la trama e i personaggi più fruibili e convincenti.

·      Stefano B: Partendo dalla fine: chi pensa che l'editing non sia importante non farà mai della sua passione una professione. Gli strumenti ci sono, ma costano: avvalersi della consulenza di un professionista non significa rinunciare alla propria indipendenza, ma credere davvero che il proprio lavoro valga. Una soluzione più economica può essere fare gruppo con altri autori e criticarsi reciprocamente senza morbidezza. Ma è difficile quando il rapporto non è professionale ma umano.


In Italia gli eBook hanno fatto fatica ad affermarsi e tuttora molti lettori sono contrari al digitale e agli eReader, nonostante a mio avviso abbiano molti pregi. In che modo gli scrittori possono aiutare i lettori ad avvicinarsi a questa nuova realtà?

·        Anita: Sicuramente mantenendo un costo degli ebook relativamente basso, la crisi economica farà il resto. Non mi preoccuperei più di tanto, dieci anni fa non avevamo gli smartphone o gli altri prodigi della tecnologia eppure oggi non possiamo farne a meno.

·        Pierluigi: È difficile togliere la carta dalle mani degli italiani, che si comprano l’ultimo Smatphone utilizzando solo la funzione telefono o l’ultimo Tablet solo per tenere buoni i bambini con Angry Birds nelle sale d’aspetto dei dottori. Purtroppo ci manca la cultura dell’innovazione.

·        Daniela: Le case editrici spesso fanno pagare euro 18 per un libro cartaceo di 250 pagine, mentre la versione digitale va da euro 6,99 a euro 9,99. Difficilmente i self applicano questi prezzi ai loro ebook. Quindi un basso prezzo è, per molti utenti, un incentivo all'acquisto digitale. Di contro vi è da dire che i self sono poco conosciuti e ciò disincentiva l'acquisto dei loro ebook.

·        Francesco: Proponendo sempre più nuove opere in digitale, il cammino dell'editoria verso gli ebook è ormai segnato, lo si può rallentare con cocciutaggine ma non fermare.

·        Gianluca: Bisogna parlarne con entusiasmo, il più possibile. Far toccare con mano ad amici e parenti il proprio eReader e spiegare a tutti, approfittando anche dei social e in generale delle rete, quali siano i vantaggi. Due fra tutti: Gli ebook costano molto di meno dei corrispettivi cartacei (anche meno di un caffè) e ci consentono di portarci alla fermata dell'autobus o in vacanza un'intera biblioteca! Il prossimo regalo di natale o di compleanno? Un eReader! Naturalmente.

·        Concetta: È molto difficile vincere la riluttanza di gran parte dei lettori italiani nei confronti dei libri digitali. Curiosando nei forum e nelle pagine frequentate da chi ama leggere e recensire,  capita di scoprire come le persone hanno ancora bisogno di sentire con i sensi la materialità di un libro. A me verrebbe da replicare che si può sicuramente percepire la corporeità di uno scritto anche se lo si assapora impresso su di un supporto digitale: i sensi devono esser soddisfatti, certo, ma quella che deve alimentarli è l’immaginazione.  Quando un autore riesce a toccare la fantasia del lettore, che importanza ha se le immagini vengono evocate da una retro-illuminazione digitale piuttosto che dalla carta?

·        Stefano V: Il mercato in Italia è in ritardo rispetto ai Paesi anglofoni ma cresce anche da noi in maniera importante. Basti pensare che a fine 2009 rappresentava lo 0,2 del mercato e a giugno di quest’anno siamo all’8,9 (Fonte Editech). Ora il 40% delle proposte prevedono una versione Ebook. Credo che il mercato continuerà a crescere in maniera esponenziale rispetto alla penetrazione degli Ereader e i vari device in commercio: si è constatato che i possessori di Ebook leggano più titoli di chi legge solo su cartaceo. Per invogliare i lettori ad utilizzare gli ereader gli autori devono pensare alle caratteristiche dello strumento che verrà utilizzato dal lettore. Mi spiego, il mio romanzo La Rocca delle Ingrate, nella versione ebook  è dotato di alcuni accorgimenti studiati ad hoc per gli Ereader. Ad esempio, ci sono tre link musicali che permettono al lettore di ascoltare il brano “insieme” al protagonista. Oppure ci sono diversi link che rimandano a pagine web di approfondimento. Tutto questo un libro stampato non potrà mai regalartelo! Nei commenti al romanzo diversi lettori hanno trovato entusiasmante questa particolarità.

·        Stefano B: Scrivendo buone storie e tenendo i prezzi bassi.

Per chi sceglie di auto-pubblicarsi, esistono ormai diverse piattaforme oltre ad Amazon: quali consiglieresti e quali invece credi siano da evitare?

·        Anita: Su questo purtroppo mi dispiace ma non posso rispondere, utilizzo esclusivamente Amazon per la vendita dei miei ebook e, per ovvie ragioni, mi sento di consigliarlo ai futuri autori self.

·        Pierluigi: Personalmente sono ancora un “novizio” in tal senso. L’unica piattaforma che ho utilizzato oltre Amazon è stata Kobo, ed entrambe mi hanno lasciato deluso dalla reportistica e analisi delle vendite.

·        Daniela: Ho pubblicato il primo ebook con una piattaforma, poi con il secondo mi sono spostata su Amazon. Mi sento di consigliare Amazon perché ha solo aspetti positivi. Se poi aggiungiamo il fatto che l'applicazione Kindle è disponibile gratuitamente per PC, Tablet e Smartphone Android, allora si abbatte anche la vecchia credenza secondo cui per leggere ebook comprati tramite Amazon bisognava per forza di cose avere un lettore Kindle.

·        Francesco: Credo che nessuna piattaforma che abbia regole chiare e certe sia da evitare. Un must è essere sui grandi circuiti, in primis Amazon e Apple iBook store, senza trascurare Smashwords.com ed altre.
·        Gianluca: Suggerisco Smashwords, dalla quale si possono controllare le proprie vendite da un’unica posizione (e da un’unica società), pur ritrovandosi le proprie opere sugli store più noti: vedi iTunes, Kobo, Google Play.

·        Concetta: Per ciò che concerne le piattaforme di auto-pubblicazione da utilizzare non sono in grado di dare consigli, in bene o in male, non avendo una personale esperienza diversificata.

·        Stefano V: Io sto utilizzando non solo le piattaforme ma anche le opportunità che ci sono per essere reperibili in libreria. Ho la versione sia ebook che cartacea, quindi sto sfruttando tutte le opportunità che la distribuzione offre. Nello specifico Narcissus. Me  mi permette una copertura significativa sulle piattaforme nazionali. Amazon mi copre anche il print on demand all’estero a prezzi decisamente competitivi. Youcanprint mi permette di essere acquistato in tutte le librerie Feltrinelli e nel suo network che vanta circa 1650 librerie sparse in maniera omogenea sul territorio. Infine ho degli accordi con alcune librerie alle quali sto lasciando delle copie in conto vendita.

·        Stefano B: Al momento sto utilizzando esclusivamente Amazon che rappresenta un (quasi) monopolio. Ho pubblicato anche su iBookstore di Apple ma ho sospeso l'esperimento perché ogni piattaforma richiede ottimizzazione e tempo. Meglio essere su una sola piattaforma ben curata che apparire su tutte quelle disponibili con errori di formattazione su ogni lettore.                                                                               
       
       Hanno partecipato:
       - Anita Borriello, autrice di 'Brûlant' e 'Gocce di memoria'
       - Pierluigi di Cosimo, autore di 'I rotoli dell'immortalità'
       - Daniela Volontè, autrice di 'Ricordami che sono felice' e 'Insegnami a vivere'
       - Francesco Urbano, autore di 'Paranoia' e 'Carmelina Topolina e gli animali scomparsi'
       - Gianluca Ranieri Bandini, autore di 'VIVERE O MORIRE – Betelgeuse o Alfa Orionis'
       - Concetta D'Orazio, autrice di 'Sette giri di donna' e 'Florilegio'
       - Stefano Veroux, autore di 'La rocca delle ingrate'
       - Stefano Besi, autore di 'L'Orfanotrofio' e 'Le mura' (Cronache dalla città)

L'intervista è disponibile su Inchiostro e Parole

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