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lunedì 21 ottobre 2013

Nanorobot, protagonisti della medicina del futuro

Oramai si sente sempre più parlare di nanotecnologie. Si tratta di un ramo della scienza che si occupa del controllo della materia su scala dimensionale inferiore al micrometro (in genere tra 1 e 100 nm) e della progettazione e realizzazione di dispositivi in tale scala.

Suddetta scienza è molto promettente anche in campo medico. La prospettiva è quella di avere nanorobot che viaggiano nel flusso sanguigno comportandosi come veri e propri nano-chirurghi in grado di eliminare accumuli di colesterolo nella arterie, riparare cellule difettose e distruggere quelle cancerose, aiutare il sistema immunitario a combattere batteri e virus, correggere difetti negli embrioni e arrivare persino a modificare direttamente sequenze di Dna. Probabilmente un simile scenario comincerà a divenire realtà solamente verso la fine di questo secolo, tuttavia coloro che se ne occuperanno, dovranno prendere in seria considerazioni rischi inquietanti. Difatti, come per ogni tecnologia, qualcosa potrebbe andare storto. Ve l'immaginate un'orda di nanorobot impazziti? Il rischio sarebbe quello di vedersi trasformati in un blob di materia informe. In ogni modo, essendo ancora lontani da una simile realtà, la nanotecnologia odierna, sempre limitandoci in questo articolo alla sfera medica, offre applicazioni interessanti, quali ad esempio particolari analisi del sangue e del Dna, cure mirate con farmaci che agiscono soltanto sulle cellule malate e in maniera controllata, studio dei meccanismi di malattie poco comprese. In conclusione, per molti scienziati, questo sarà il secolo delle nanotecnologie le quali, in un verso o nell'altro, rivoluzioneranno per sempre le nostre esistenze.


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