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lunedì 14 ottobre 2013

Intervista dissacrante di SELECTED SelfPublishing

1. Benvenuto Gianluca all’angolo dell’intervista dissacrante. Sei un autore molto attivo, sei conscio di averci dato materiale a sufficienza per un sacco di domande? Sei uno a cui piace “andare a cercarsele”, come si suol dire?

Bentrovati! Quando ho conosciuto l’associazione, non avrei mai pensato di fare questa brutta fine… tuttavia un mio amico direbbe di prenderla con filosofia. Se me le vado a cercare? Ovvio che sì! Altrimenti sai che noia! E poi, come diceva il buon Oscar Wilde (lo sapevo che andavo a scomodare qualcuno) “Non importa che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli.”

2. Partiamo quindi dalle tue copertine, i cui soggetti predominanti sono i paesaggi: stai valutando una carriera alternativa come autore per Alpitour?

Ragazzi, devo dirvi la verità, gli ho già mandato il curriculum e mi hanno risposto: “Visto che alle tue copertine seguono migliaia di parole senza neppure un’immagine, stai valutando una carriera come autore self?”

3. Parliamo ora dei personaggi che crei, dividendoli in due gruppi. La sezione maschile è prevalentemente popolata da psicopatici, all’apparenza posati e “invitanti”, salvo poi alterarsi per un’inezia. Anche tu sei una specie di Dottor Jeckyll o ti senti più Hulk?

Non mi identifico in nessuno dei due personaggi menzionati. Per fortuna mia e di quella di chi mi sta attorno, sono perennemente calmo come… Aspettate un attimo… mi hanno citofonato. Chi è a quest’ora che rompe? Ora vado giù, e gli spezzo le ossa! Rieccomi, ho fatto. Come dicevo sono calmo come un maestro zen, sempre e comunque. Ancora il citofono? Ora rivado giù e…

4. Le figure femminili sono caratterizzate invece da nomi composti e insoliti, vedi Mareneve e Sogno di Rosa. Pensi che la cosa possa influenzare le persone che ti dicono il famoso: “Auguri e figli maschi”?

Ora ho capito perché tutti stanno sempre a dirmi: “Auguri e figli maschi.” In ogni caso, i nomi delle mie protagoniste sono bellissimi. Un giapponese mi ha detto che lì in oriente, farebbero furore. Poi mi ha salutato, dicendomi che con tutto il suo cuore mi augurava una grande carriera da scrittore e una meravigliosa famiglia con tanti figli mas… Ma porca miseria!

5. Mareneve inizia come una bella favola, poetica, dolce, in un’atmosfera incantata, con tutte le premesse giuste. Poi il colpo di scena. Cos’è successo? La fidanzata ha buttato un calzino rosso tra le tue camice bianche nella lavatrice?

No, a quello ci penso già io. A proposito, a qualcuno di voi interessa una camicia a pois rossi?

6. Nel “Tamburo del giorno africano” invece, storia cruda e dall’impatto violento, sei partito già arrabbiato? O il gatto ti ha attaccato facendoti pensare alle belve africane?

Quando scrissi la prima edizione, non condividevo la mia esistenza con un gatto. Frequentavo ancora la scuola e c’erano un paio di professori che proprio… insomma tornavo a casa e giù con le mitragliatrici.

7. Restando sull’argomento felino, chi ti segue sui social network ha notato che condividi sempre post sul tuo gatto, su animali bisognosi, animali simpatici, animali in tutte le versioni, ma MAI una foto della tua dolce metà. Ammetti che in casa a portare i pantaloni è il felino?

Parlando di me e del mio gatto Erion: avete presente il tipo di rapporto che intercorre fra un principe capriccioso e il suo umile servitore? Indovinate chi è il principe? MAI una foto della mia dolce metà? Non è vero! Dicerie! Ce ne sono centinaia nella sezione foto. Non sono uno che pensa sempre al proprio gatto. Ah, quasi dimenticavo. Ve l’ho già detto che fra poco aprirò la Erion fanpage?

8. Sempre facendo riferimento alle tue opere, stavolta prendendo spunto da “Il cammino delle Rose”, il tuo occultamento di fidanzata è influenzato dalle paranoie che affliggono anche il protagonista all’inizio del racconto?

Ragazzi, ma dai! Sul mio profilo c’è scritto a caratteri cubitali che sono fidanzato ufficialmente con Serena. Certo, dopo questa intervista chissà cosa penserà di me… e se davvero credesse… perché voi… io… E se… anche perché poi… mio Dio! Sentite, lascio perdere, altrimenti arrivo in ritardo dallo psicologo.

9. Non contento di quanto già proposto ai lettori hai prodotto un nuovo romanzo, stavolta a tema fantascientifico. Quando si dice “non sapere più cosa inventarsi”… Quale sarà il nome della protagonista femminile, Pinastella?

Pensavo Luna di Argento, ma poi… insomma compratevi il libro! In ogni modo grazie per il suggerimento. Ho inserito Pinastella nell’elenco dei nomi femminili. Presto sentirete parlare di lei.

10. Per concludere ti concediamo la possibilità di rimediare alle lacune con una dedica alla tua fidanzata: facci sognare o invia il curriculum come suggerito nella seconda domanda, a te la scelta.

Il curriculum già l’ho inviato e sapete com’è andata a finire. Per quanto riguarda la dedica, avete ragione! La mia fidanzata se ne merita una meravigliosa. Dunque: “Serena, amore mio, quando la sera chiudo gli occhi ti sogno, quando li apro ti vedo e… Oddio! Devo dare da mangiare a Erion!”



L'intervista è disponibile su SELECTED SelfPublishing

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